La Vergine Maria nel Regno della DV Giorno 4
Il testo descrive un dialogo intimo e personale tra l'anima del credente e Maria, considerata la mamma spirituale e la portatrice del "programma di Santità", identificato con il bambinello Gesù. Questo cammino non si basa sui meriti umani, poiché l'orgoglio viene respinto e ogni desiderio spirituale o attrazione verso il bene è in realtà infuso direttamente da Dio attraverso i sospiri di Maria. La creatura è paragonata a una statua animata che riceve tutto per grazia e che conserva la libertà di corrispondere e di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti, superando la sterile memorizzazione intellettuale per operare un reale cambio di mentalità e abbandonare i propri vizi. In quest'ottica, il paradiso non viene più inteso come un luogo fisico situato in alto oltre le nuvole, ma come uno stato interiore di pace, serenità e assimilazione delle virtù divine.
L'esposizione di questi segreti celesti avviene solo oggi perché l'umanità ha finalmente raggiunto una maturità intellettuale e scientifica tale da poter comprendere i misteri divini, un'evoluzione paragonata alla diffusione odierna della tecnologia e dei computer rispetto al passato. L'urgenza del momento attuale, in cui l'uomo rischia l'autodistruzione a causa di regie malvage, richiede un intervento immediato attraverso gli strumenti della Chiesa, la purificazione e le ore della passione, vedendo persino le croci e le difficoltà della vita come stelle inviate per trasformare i credenti in tanti Adamo capaci di ritornare allo stato primiero e completare il libro dell'Apocalisse.
Il culmine di questo progetto si riflette nel concepimento di Maria, istante in cui la divinità si mise in festa e il cielo e la terra si scambiarono un bacio. Nella prima cellula della Vergine, che conteneva già tutto il DNA e il futuro biologico, era presente la Divina Volontà come eterno presente. Attraverso questa nascita speciale, Dio ha sanato in anticipo il cortocircuito provocato dalla disubbidienza di Adamo, che aveva scollegato il cielo, inteso come l'anima, e la terra, intesa come il corpo. Maria è stata così rivestita preventivamente dei meriti della futura passione di suo Figlio, diventando il modello perfetto di una vita totalmente animata dai modi di vivere di Dio.
Il concetto dell'eterno presente divino spiega come Maria sia stata preservata dal peccato originale prima ancora di nascere. Sebbene tutta la discendenza di Adamo sia stata colpita da questa macchia spirituale ereditata dalla disobbedienza, Dio ha rivestito Maria ad Intra dei meriti salvifici, di guarigione e purificazione della passione di Gesù, lavandola nel sangue del Figlio che sarebbe nato decenni dopo. Questo evento evidenzia la necessità per ogni essere umano di lasciarsi investire da tali meriti attraverso una purificazione quotidiana, che non si realizza nella sofferenza fine a se stessa, ma nell'accoglienza e nell'obbedienza a ogni disposizione divina.
La vita di fede quotidiana si configura come una lotta costante contro il mondo, superabile solo se si rinuncia a ciò che è peccato e non corrisponde al volere del Padre. La Chiesa e i comandi divini offrono gli elementi formativi necessari per non farsi ingannare dalle mode o dal pensiero contemporaneo, il quale spesso liquida la fedeltà spirituale come qualcosa di superato. Per procedere in questo cammino è fondamentale non contare unicamente sulle proprie forze o cadere in una fede superficiale e incoerente, bensì sacrificarsi e affidare completamente le proprie debolezze e i propri vizi a Maria e a Dio.
Al momento del suo concepimento, la divinità si mise in festa insieme al cielo e alla terra per la perfetta comunione originata tra il corpo e l'anima di Maria, che fu riconosciuta come Regina. La creatura che vive in armonia con le virtù divine rappresenta e coinvolge l'intero creato (regno vegetale, animale e minerale), portandovi l'ordine originario e non l'impatto distruttivo tipico del disordine umano. Maria visse in totale immedesimazione e inseparabilità con il suo Creatore, obbedendo con gioia e scorgendo la voce di Dio in chiunque la chiamasse ad agire.
La separazione da Dio avviene quando l'essere umano sceglie di non obbedire, interrompendo la manifestazione dei modi divini operata sul modello di Cristo. Per rendere sicuro e suggellare il dono della Divina Volontà, l'anima deve superare una prova, che funge da bandiera di vittoria e ne matura la capacità di compiere grandi conquiste. Ogni persona riceve nel corso dell'esistenza prove difficili legate agli affetti, alla salute o alle circostanze della vita, e superarle significa abbandonare la propria volontà umana per accogliere pienamente i disegni di Dio, con la certezza della Sua costante presenza.
L'uomo era stato originariamente creato innocente e felice nel paradiso terrestre, con il comando su tutti gli elementi, ma Adamo fallì nella prova del frutto vietato, perdendo così l'innocenza, la felicità e la sovranità sul creato, ribaltando l'ordine iniziale. Di fronte ai gravi mali della volontà umana e alla decadenza della progenie adamitica, la Vergine Maria pianse amaramente, e il Fiat Divino le chiese per prova il sacrificio completo della propria volontà, anziché olocausti o singoli frutti.
Allo stesso modo, l'essere umano odierno è chiamato ad abbandonare una volontà costruita sui modelli del mondo, del proprio io e del demonio, che deturpa l'anima con un'immagine negativa. Consegnando questa volontà a Dio, Egli la purifica e la rende libera, sostituendo quell'immagine con la propria essenza e trasformando la creatura in un capolavoro di santità attraverso un'obbedienza costante, fondata sull'amore. L'obbedienza continuativa, intesa come fedeltà incrollabile in ogni istante della vita e accoglienza delle proprie croci quotidiane, fornisce a Dio la materia prima per operare, mentre la disobbedienza distrugge la persona stessa, che rappresenta l'opera più bella del Creatore. Di fronte alle fragilità umane, l'affidamento totale a Maria, vista come dispensatrice di grazie, guida e tutor personale, e a Gesù come Maestro divino, garantisce il sostegno necessario per non disperdere i disegni di Dio e giungere alla meta spirituale.
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