Appello materno della Regina del Cielo
Il testo si apre con l’accorato appello divino e materno della Regina del Cielo, che inaugura il libro della Vergine Maria nel regno della divina volontà. Maria manifesta un bisogno irresistibile di scendere dal cielo per compiere le sue visite materne e stabilirsi stabilmente nell’anima della creatura, offrendosi come maestra, modello, esempio e madre tenerissima, a patto che le vengano assicurati amore filiale e fedeltà. Bussando alla porta del cuore umano, reca in dono con premura un libro definito "d’oro", concepito per insegnare a vivere di cielo e non più di terra, ponendosi come la vera fortuna spirituale e la felicità anche terrena di chi lo accoglie. Questo scritto racchiude la sorgente di tutti i beni: offre la forza a chi è debole, garantisce la vittoria a chi è tentato, tende una mano pietosa e potente a chi è caduto nella colpa, dona conforto nell'afflizione, riscalda l'anima fredda e nutre l'affamato con il cibo prelibato della divina volontà. Uniti a Lei, l’imperatrice celeste, non si sarà mai più soli poiché Ella si impegna a pensare a tutti i bisogni della creatura.
Maria esprime l’ardore del suo desiderio, le sue ansie, i suoi sospiri e le lacrime versate per i suoi figli, implorando di non essere respinta e di non arrecarle questo dolore. Svela poi la portata globale della sua missione: ella percorrerà tutto il mondo, recandosi da ciascun individuo, nelle famiglie, nelle comunità religiose, in ogni nazione e presso tutti i popoli, girando se occorre per secoli interi, finché non avrà formato il suo popolo come regina e i suoi figli come madre, affinché conoscano e facciano regnare ovunque la divina volontà. Coloro che accoglieranno il libro con amore – inteso come adesione alla vita e al programma di santità – saranno i primi figli fortunati del Fiat divino, i cui nomi saranno scritti a caratteri d'oro nel suo cuore materno. Lo stesso amore infinito di Dio che nella redenzione si servì di lei per far scendere il Verbo eterno sulla terra, oggi la chiama nuovamente in campo affidandole il sublime mandato di formare i figli del regno della divina volontà. A questo scopo, Maria prepara la via offrendo sublimi lezioni celesti e insegnando speciali e nuove preghiere. Il testo chiarisce che queste formule non sono preghiere vocali ripetitive, ma rappresentano gli atti divini che la creatura compie quando agisce animata da Dio e non dal proprio io. Attraverso questi atti santificati, la creatura impegna il cielo, il sole, l'intera creazione, la vita stessa di Maria, di Gesù e tutti gli atti dei santi, generando "soli divini" capaci di disarmare e vincere Dio con l'amore, affrettando l'avvento del suo regno affinché la sua volontà si faccia come in cielo così in terra.
Questo volume non è un semplice libro devozionale da leggersi nei mesi dedicati alla Madonna, ma costituisce il compimento della conoscenza del vivere nel divin volere, integrandosi con il libro delle ventiquattro ore della passione (che narra la via e la vita di ognuno tramite l'operato di Gesù) e con i primi dieci volumi dei libri di cielo (che fungono da vera e propria scuola introduttiva). Maria è stata la prima in assoluto tra le creature umane a entrare e vivere nella divina volontà, e in questo testo racconta la propria esperienza e come Dio ha operato in lei, affinché ognuno possa avvicinarsi a questa stessa vita.
Viene introdotta un'importante premessa antropologica e teologica sul ruolo della memoria e della vocazione. Mentre Maria, essendo nata senza macchia, ha mantenuto inalterata la sua memoria, gli esseri umani nascono "smemorati" a causa del germe del peccato originale. Tuttavia, man mano che si entra a vivere nella divina volontà, l'anima riattiva la memoria divina e torna a percepire e ricordare la propria vita eterna "ad intra", ossia nel seno di Dio, prima che la creazione esternasse ciò che era in Lui fin dall'eterno. Inoltre, proprio come Maria sapeva già prima di nascere quale sarebbe stata la sua missione come Madre di Dio, così ogni creatura viene dotata da Dio Padre di tutti gli strumenti, carismi, doni e della propria specifica missione (la vocazione) prima di venire al mondo. Ciò che Dio ha fatto nella vita spirituale della Regina del Cielo desidera farlo esattamente in ognuno di noi, e la Madonna stessa esorta la creatura a sforzarsi di vivere come lei, offrendo a Dio la possibilità di compiere le medesime meraviglie.
Il commento ai testi evidenzia la necessità assoluta di credere fermamente che ciò che si legge sia verità e che si stia realizzando nella propria vita; senza questa credenza e senza una fedeltà costante, la lettura resta un semplice esercizio umano sterile e non avviene alcun cambiamento o arricchimento interiore. Se l'anima assicura la sua fedeltà, Maria si stabilisce in lei come tutor personale e maestra, aiutandola e perfezionandola nell'operare insieme a Gesù, il maestro divino.
Nel primo giorno del mese, l'anima risponde all'appello prostrandosi davanti alla sua regina immacolata. Riconoscendo che nel mese di maggio i figli offrono tradizionalmente fiori, rose e rosari come pegno d'amore per ricevere grazie e assicurarsi il sostegno di Maria al punto della morte, l'anima – che si riconosce come la più piccola e bisognosa – sceglie una via più alta. Dichiara di non voler portare semplici fiori o preghiere umane, ma un sole ogni giorno. Chiede a Maria di insegnarle a vivere di divina volontà e a farsi animare da Dio, impegnandosi a trasformare, giorno dopo giorno e attraverso le lezioni apprese, tutta se stessa e ogni suo atto quotidiano in soli divini da deporre nel grembo materno. Vivere con il programma di santità significa far entrare in se stessi le tre divine persone, permettendo loro di agire in noi al contrario di come facevano prima il mondo, l'io e Satana. Il testo conclude rassicurando la creatura: se si evitano i peccati mortali che estromettono dalla divina volontà, le inevitabili debolezze, i capricci o i peccati veniali quotidiani non devono spaventare. Maria, nel suo ruolo di tutor, è sempre pronta a intervenire immediatamente, a tendere la mano, ad aggiustare le situazioni e persino a sostituire la creatura con i propri atti perfetti e santi, incoraggiando l'anima a proseguire con coraggio per ricevere la sua benedizione, intesa come la trasmissione di tutti i beni celesti.
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