Meditazione numero 4 bis
Madre e figlio icona della divina volontà
Qualche giorno fa, osservavo una mamma distesa sul divano di casa con il suo piccolo, nato da qualche giorno, sdraiato davanti a lei, attaccato che succhiava al suo seno.
Il bimbo, completamente indifeso, era tutto abbandonato alle attenzioni, alle cure e alle premure della mamma. Che spettacolo unico!
Avevo davanti agli occhi, credo, il quadro più bello che vita umana potesse presentare; non c'era tramonto tropicale o vista panoramica che potesse essere paragonato a questo spettacolo.
All'improvviso, una voce nella mente mi ha detto: "Guarda bene! Osserva tutto, anche i più piccoli gesti, perché stai osservando l'icona della vita di chi vuole veramente vivere di sola Volontà Divina!" E me ne sono reso immediatamente conto.
Il pensiero è stato questo: Dall'incontro di due volontà che si sono dette "sì!" ha avuto origine una nuova vita; se una delle due volontà avesse detto "no!" quella vita non sarebbe nata. (Non consideriamo i casi di violenza e di stupro).
Poi, quello stesso amore che dicendo "sì!" ha dato origine a questa nuova vita, una volta nata questa nuova vita, quello stesso amore la circonda di attenzioni, la abbraccia, la protegge, la nutre, la pulisce, la profuma, la pettina, la veste e la conserva, tanto che meglio di così non si potrebbe pensare.
Quella mamma stesa sul divano, non staccava un istante i suoi occhi dal figlio; anche se dialogavamo, lei non staccava un istante i suoi occhi dalla sua piccola creatura; anzi, nel rispondermi ora la accarezzava, ora la baciava, ora gli ordinava i capelli (proprio come fa la Divina Volontà con il figlio quando gli vive abbandonato in braccio) e il bambino, ignaro di tutto ciò che gli accadeva attorno, completamente in balia dell'amore e della volontà della mamma, continuava a succhiare al suo seno, spensierato e pacifico. Lui non chiedeva nulla, non ne era neanche capace, però, ripagava, anche se incoscientemente, la mamma vivendo felice di quello che lei gli dava. Ecco, questo dovrebbe essere il nostro quadro, la nostra fotografia, se veramente vogliamo vivere nella Divina Volontà.
Il "Fiat" di Dio se si incontra con il nostro "fiat", dà immediatamente origine e vita, in noi, ad una nuova vita, dà vita al suo Divin Volere come vita nostra, proprio come quando siamo stati concepiti e nati dai nostri genitori, Divin Volere che con cura e tenerezza più che paterna e materna, subito ci circonda, ci avvolge, ci protegge, ci conserva, ci abbellisce, ci educa, ci accarezza e ci nutre di quel "Cibo" del quale si nutre Lui Stesso, proprio come la mamma fa con il suo piccolo.
E proprio come la mamma di prima, questa Divina Volontà, mai e poi mai stacca i suoi occhi dal frutto del suo "Fiat"!
Dice la Sacra Scrittura: "Anche se una madre si dimenticasse del suo figlio, Lei, la Divina Volontà, mai si dimenticherà, anche per un solo istante, di chi ha generato nel suo "Amore" e nella sua potenza. Sì, "generato", perché entrare nella Divina Volontà per vivere in Essa, vuol dire nascere una seconda volta; e rinascere di nuovo, vuol dire nascere non più da carne umana ma da Volontà di Dio, cioè rinascere ad una vera ed autentica vita nuova, non mistica ma reale!
Lei, la Divina Volontà è onnisciente, Lei è onnipotente, Lei è la vita dello stesso Amore Trinitario. Come può, allora, un suo figlio temere di qualcosa, se vive veramente abbandonato fra le sue braccia, intento solo a nutrirsi del "Cibo" che Essa, dal suo seno sempre pieno, gli offre e gli porge? Vorrebbe dire che questa Madre non ha amore sufficiente, che ha onnipotenza limitata, onniveggenza corta... ciò che è davvero impossibile!
Dice Gesù nel Vangelo: "Quale padre darebbe una serpe a suo figlio se vede che questi ha bisogno di un pane?"... "Se voi che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei Cieli, darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono?" E questo "Spirito" del Quale parla Gesù, dobbiamo sapere, è l'Essenza della Vita stessa della creatura "In Lui!", non più "con Lui" ma "In Lui!"
Il problema fondamentale, invece, è comprendere qual'è questo "bene" che la Volontà di Dio ha in serbo per noi: cioè, se lo consideriamo "materiale" o "spirituale", per il corpo o per l'anima; e qui ci viene bene in aiuto S. Paolo: (Galati): "La carne, infatti, ha desideri opposti a quelli dello spirito e lo spirito desideri contrari a quelli della carne: essi sono in contrasto fra di loro … (Colossesi): "Se siete risuscitati con Cristo, cercate le cose del Cielo, dov'è Cristo, assiso alla destra del Padre: aspirate alle cose di lassù e non a quelle della terra". Ecco, il discernimento è bello fatto e ci viene spiegato qual è il nostro vero "bene"!
Lo conferma chiaramente anche Gesù parlando del ruolo che le sue verità sul "Fiat" Divino hanno per le creature; nel volume 36, 13/11/1938, dice:
"Le mie Verità (che sono la vita del Fiat nella creatura) prenderanno ciascuna il loro posto distinto (nella creatura); una farà da maestro, un'altra da padre amorosissimo, un'altra da madre tenerissima, che per non esporre al pericolo la figlia sua, la culla nelle sue braccia, la alimenta col suo amore, la veste di luce. Insomma, ogni verità è portatrice di un bene speciale.... È per questo che ne parlo tanto, perché le creature godranno a seconda di quanto conosceranno…".
(Sono le stesse attenzioni e premure della mamma di prima moltiplicate all'infinito).
Certo, l'abbandono ad una persona o ad una Entità è proporzionato a quanto questa persona o entità la si conosce: se la si conosce poco, l'abbandono sarà piccolo; se la conoscenza è più grande, l'abbandono sarà più grande; se la conoscenza è veramente grande l'abbandono sarà grandissimo.
Per il "figlio" legittimo, poi, che ha in comune tutto con il Padre e la Madre, il suo abbandono non sarà grandissimo, proporzionato alla conoscenza, ma sarà totale, incondizionato, come è normale che sia fra di loro, perché essi sanno che sono carne uno dell'altro e sangue uno dell'altro; di conseguenza il figlio sa che il padre e la madre metteranno la loro stessa vita per custodire e conservare la sua vita, quindi questi figli non si preoccupano mai di nulla e di niente.
Ecco, noi dovremmo essere proprio questi figli, pacifici, sicuri e abbandonati a Gesù fino all'incoscienza. Questa è "Verità" di Dio, autentica "Verità" da proclamare e da vivere così, come Gesù ce l'ha donata, senza modificarla o cambiarla! Dice infatti nel 36° volume, 17/5/1938:
"Perciò occultare (nascondere, tacere volontariamente, e forse un po' anche involontariamente) una verità che Noi con tanto amore facciamo uscire da nostro Seno Paterno, è il più gran delitto e priva le umane generazioni del "Bene" più grande!"
Diceva don Giuseppe Pavanello un giorno, lui non conosceva la Divina Volontà ma era un santo sacerdote di Dio,: "Dobbiamo occuparci e non preoccuparci".
Ecco, tutto questo mi ha suggerito quella mamma distesa sul divano con il piccolo attaccato al suo seno: Dio è Dio, e noi siamo suoi, però, per noi, è solo se lo vogliamo! FIAT !!!
Commenti
Posta un commento