Meditazione numero 4
Tu ti doni a Me ed Io Mi dono a te
Scriviamo nel nostro cuore questa promessa di Gesù: "Per quanti modi tu ti doni a Me, per altrettanti modi triplicati Io Mi dono a te! Questo dovrebbe bastare per convincerci a donarci totalmente al caro Gesù.
Ogni istante, ogni atto della nostra esistenza è una occasione unica e irripetibile per donarci a Lui, un'occasione che non si ripeterà mai più, e ciò che ne avremo o non ne avremo in cambio, lo comprenderemo solo nella Patria Beata, quando ci chiamerà a vivere eternamente con Lui.
Dice Gesù nel volume 2, 31/5/1899: "Quello che voglio da te è un operato retto e semplice, (voglio) che non ti curi del pro e del contro delle creature (se parlano o pensano male o bene di te) lasciale pensare come vogliono senza prenderti il minimo fastidio, perché il volere che tutti siano favorevoli (che la pensino come te) è un volere fuorviare dall'imitazione della mia vita". (È non volere imitare Me quando stavo sulla terra! Infatti quanti non ne ho avuto di contrari alle mie parole, anche sacerdoti o dottori della legge!)
Volume 2, 2/6/1899: "O anima che conosci te stessa, quanto sei fortunata! Il favore più grande che posso fare ad un'anima è il farle conoscere se stessa (cioè: che non è niente). La conoscenza di sé e la conoscenza di Dio vanno di pari passo. Per quanto conoscerai te stessa, altrettanto conoscerai Dio."
(Siamo niente, Dio è tutto!)
Chi è Dio e chi sono io? Quando nella semplicità e umiltà del cuore comprenderemo, anche solo un po', questa domanda, avremo scoperto le nostre origini, la nostra destinazione, il nostro valore, il nostro fine; comprenderemo di chi siamo figli, chi è nostro Padre e nostra Madre; perché ci hanno messo su questa terra e perché dobbiamo vivere la nostra vita come un dono continuato e rinnovato di Dio Padre, sì perché ogni passo, ogni respiro, ogni palpito è un dono continuato di Dio!
"L'anima che ha conosciuto se stessa, vedendo che da sé non può operare niente di buono, fa tutte le sue operazioni (tutti i suoi atti) in Dio."
È fisiologico, se mi rendo conto che Dio è tutto e io non sono niente, è normale che in tutto ricorra a Lui come autore di ciò che voglio fare, pensare, amare, pregare, adorare ecc., se non mi comportassi così, è perché non ne sono convinto.
"Ella (questa creatura) trasforma l'ombra del proprio essere in Dio, perché conoscendo a fondo il proprio "nulla"; non ardisce fare alcunché da sé, ma ciecamente attirata segue le operazioni (gli atti) del Verbo".
(Ripete in se la vita di Gesù chiamandola atto per atto). Cioè se vuole camminare, (sia nello spirito che nella carne) sa che se cammina da sola è in continuo pericolo, per cui subito chiama Gesù a camminare in lei; se vuole pensare, ha paura di pensare da sola e chiama subito Gesù a pensare in lei; e così del dormire, del parlare, del lavorare, del patire e del vivere, ecc.
La purezza: Atra virtù che innalza l'anima in Dio. Vol. 2, 1/811899: "Figlia, Io amo grandemente le anime pure, e se sono costretto a fuggire dagli impuri; dai puri, invece, sono attirato come da calamita a soggiornare con loro."
La purezza di cui parla Gesù, non è solamente la purezza che tradizionalmente pensiamo, la purezza di cui Gesù si innamora è la sua stessa purezza, che l'anima chiamandolo a vivere in se stessa, fa propria, per fare innamorare Dio della Sua stessa Purezza (Purezza dall'autostima, purezza dalla propria volontà, purezza di vita vissuta, purezza dall'egoismo, dal nostro protagonismo, purezza dall'egocentrismo, purezza nel pensare, nel muoversi, nel mangiare, nel dormire: in una parola, la purezza libera da ogni ombra di volontà umana).
Scrive Luisa nel volume 3, 21/12/1899:
"Perché solo Tu sei purissimo, Gesù, il ricettacolo (il Contenitore, il Rifugio) delle anime pure.
Tu sei il primo nobile Giglio, esemplare di tutti gli altri". (Gli altri ti devono tutti rassomigliare come una copia autentica".
"...Alle anime pure presto volentieri la mia bocca, per farle parlare con la stessa mia lingua, sicché non hanno da fare fatica per convertire le anime. In dette anime, Io Mi compiaccio non solo di continuare la mia Passione e così continuare ancora la mia Redenzione, ma più ancora Mi compiaccio sommamente di glorificare le mie stesse virtù in loro".
(Non solo di salvare le anime ma di santificarle, di divinizzarle!)
Si potrebbe dire che in queste creature le virtù hanno la stessa vita che hanno in Gesù, questa è in pratica la sostanza del Dono! È semplicemente fantascienza divina, ma fantascienza reale!!!
Ora Luisa ci fa una confidenza molto personale, lei ha vissuto tanto in alto da essere entrata e uscita dal Paradiso più volte, ma era pur sempre una donna, e un giorno scrive così, Volume 2, 12/8/1899 dice: "...Quel che più mi fa temere è la lingua, che spesso mi fa sdrucciolare contro il prossimo."
In questo quadretto, sfido chiunque a non vedersi specchiato dentro. L'insegnamento che ne viene è come dobbiamo comportarci con gli altri e come parlare degli altri quando ci viene data l'occasione. E Gesù ci dice:
"Non temere, ti insegnerò Io stesso il modo con cui devi parlare col prossimo. Quando ti si dice qualche difetto del prossimo, getta uno sguardo sopra te stessa, ed osserva se tu sei colpevole di quello stesso difetto. In caso affermativo, il voler correggere è voler fare indignare Me e scandalizzare il prossimo. Se poi ti vedi libera, di quel difetto, (Cioè tu quel difetto non ce l'hai) allora sollevati e cerca di parlare come avrei parlato Io, così parlerai con la mia stessa lingua. Così facendo non mancherai alla carità del prossimo..."
Bene! E come parlava, quando parlava degli altri Gesù. Innanzitutto mai male, e poi parlava con amore, con dolcezza, con delicatezza, con umiltà, con semplicità, con purezza, con la luce della Verità, e così dovremo parlare noi quando parliamo degli altri.
Prima di terminare questa meditazione Gesù vuole parlarci e farci conoscere un po' di più sua e nostra Mamma Celeste. Ascoltiamolo. Volume 2, 15/8/1899:
"Il primo cantico che fecero gli angeli e i santi alla mia Madre, al suo ingresso in Paradiso, fu “l'Ave Maria”; perché nell'"Ave Maria" si contengono le lodi più belle, gli onori più grandi e a Lei si rinnova il gaudio che ebbe nell'essere fatta Madre di Dio. E le parole più gradite e che più consolano la mia Madre, sono "Dominus Tecum", perché non appena furono pronunciate dall'angelo, Ella sentì in Sé comunicarsi tutto l'Essere Divino e quindi si sentì investita del divino potere, in modo che il suo Essere, di fronte al potere divino, si disperse, e mia Madre rimase col potere divino nelle sue mani..."
Questo è ciò che Gesù promette anche all'anima che vive nella Divina Volontà come Lui insegna, cioè come in Cielo così in terra: ripete nell'anima i doni che ha dato a sua Madre. È sempre fantascienza divina, ma pure questa è fantascienza reale!!!
"Ogni parola dell'Ave Maria" porta una luce immensa, e si possono comprendere molte cose sul conto della SS. Vergine".
Ma noi spesso, per non dire sempre, recitiamo questa preghiera, specialmente nel S. Rosario, quasi senza pensare a ciò che diciamo, mentre è il poema di Dio per la Madre di Suo Figlio Gesù! Quando Luisa recitava il S. Rosario insieme a Gesù, durava ore ed ore!
Ora Gesù ci dà una missione particolare e di grande, grande onore, sempre se lo vogliamo! Perché questa missione la può vivere solo per l'anima che vuole vivere con tutta se stessa nella Volontà di Dio!
"La nostra Mamma sta in Cielo, ed Io do a te (e all'anima che vive nella Divina Volontà) l'ufficio di farmi da mamma sulla terra...." Che bello!!!!
Gesù ci sta chiedendo di fargli da Mamma, come lo faceva Maria SS. Ci può essere onore più grande? Più alto e più santo?
E cosa faceva Maria SS al suo Gesù quando stava sulla terra, e lo continua tutt'ora in Cielo? Se Lo offendevano Lei Lo riparava, se Lo maltrattavano Lei Lo consolava, se Lo minacciavano Lei Lo proteggeva, se non Lo amavano Lei Lo amava, ecc.
Orologio della Passione dalle 10 alle 11 del mattino:
"Allora la tua Dolente Mamma, ciò che non fa con il corpo, perché impedita, lo fa con l'anima: Entra in Te, Gesù, fa suo il Volere dell'Eterno e, associandosi in tutte le tue pene, Ti fa l'ufficio di Mamma: Ti bacia, ti ripara, Ti lenisce in tutte le tue piaghe e versa il balsamo del suo doloroso Amore!"
Questo vuol dire fargli da Mamma! Ma come fare? Così:
"Sappi... che ti voglio tutta per Me; sarò geloso anche del tuo respiro se non lo farai per Me; e quando vedrò che non starai tutta intenta ad accontentarmi, non ti darò né pace né riposo..."
Quindi possiamo fare da Mamma a Gesù vivendo solo e tutto per Lui! Questa è una esigenza d'amore che Gesù ha verso la sua creatura: averla tutta e completamente per Sé ed in Sé! Vuole che Gli facciamo da fratelli, da figli, da sorelle e da Madre.
Un pensiero prima di concludere: Spesso noi ci rattristiamo perché diciamo che non viviamo a pieno nella Divina Volontà, cioè consumati nel “IV° grado” come dice Gesù, ma sbagliamo e sbagliamo di grosso: Dovremo essere felicissimi di essere anche solo dentro ai confini di questo Fiat Divino; non importa se siamo al II°, III° o IV° grado, questo non ci deve interessare per niente, questo è un problema di Gesù; per noi deve essere sufficiente sapere che siamo "dentro" a questo Cerchio Divino; questo ci deve bastare per essere sereni e felici!
Che il Fiat Divino sia nel vostro cuore, nella vostra anima e nella vostra volontà. Amen!
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